Ti svegli, ti guardi allo specchio e sul viso c’è una linea che la sera prima non c’era.
È il segno del cuscino.
Nei più giovani tende a scomparire rapidamente. Con il passare degli anni, invece, può diventare più evidente e impiegare più tempo a distendersi.
E sai perché questo accade? Una parte della risposta si trova nel collagene.
Cosa cambia nella pelle dopo i 25 anni
Il collagene è una delle principali proteine strutturali della pelle e contribuisce a mantenerla compatta e resistente. Insieme all’elastina e agli altri componenti della matrice extracellulare, costituisce una sorta di struttura di sostegno del derma.
Con il passare degli anni cambiano progressivamente sia la produzione sia l’organizzazione di queste fibre. Anche l’attività dei fibroblasti, le cellule responsabili della produzione di collagene ed elastina, si modifica e la pelle tende a perdere parte della propria capacità di recupero dopo essere stata compressa o deformata.
Non significa che a 25 anni la pelle diventi improvvisamente “vecchia”. L’invecchiamento cutaneo è un processo fisiologico e graduale, sul quale possono incidere anche fattori esterni come esposizione solare, fumo e inquinamento.
Perché nascono le sleep wrinkles?
Durante il sonno, soprattutto quando si dorme sul fianco o a pancia in giù, alcune zone del viso vengono sottoposte per ore a compressione e piegamento contro il cuscino. È qui che nascono le cosiddette sleep wrinkles.
Non è corretto dire che queste rughe siano causate semplicemente dalla perdita di collagene, ma una pelle che, con il passare del tempo, ha modificato parte delle proprie caratteristiche elastiche può impiegare più tempo a recuperare la forma iniziale.
Invecchiare non è una diagnosi
Il naturale processo di invecchiamento della pelle non può, e non deve necessariamente, essere fermato.
La medicina e chirurgia estetica può però offrire strumenti per accompagnare alcuni cambiamenti, quando questi corrispondono a un desiderio consapevole della persona, aiutando a preservare o migliorare la qualità della pelle.
Tra le strategie disponibili ci sono:
- fotoprotezione, fondamentale per limitare i danni causati dai raggi UV;
- trattamenti topici, come i retinoidi, che possono sostenere i processi di rinnovamento cutaneo;
- radiofrequenza, laser e ultrasuoni focalizzati, utilizzati per favorire il rimodellamento e la produzione di nuovo collagene trattamenti iniettivi a base di acido ialuronico che, a seconda della formulazione e dell’indicazione, possono contribuire a migliorare idratazione e qualità della pelle.
Il punto di partenza è la persona
In una medicina estetica etica, il punto di partenza non è il trattamento, ma la persona: capire cosa sta cambiando nella pelle, quali sono le sue esigenze e quali possibilità esistono davvero.
Per farlo servono anche informazioni corrette e comprensibili, soprattutto in un ambito in cui nuovi trend e soluzioni “fai da te” si diffondono rapidamente, anche attraverso i social. È il caso, per esempio, del collagene da bere, diventato sempre più presente nelle routine beauty raccontate online.
Essere informati significa quindi conoscere benefici reali e limiti, fare domande e affidarsi a professionisti qualificati, per poter decidere con maggiore consapevolezza se, come e quando intervenire.
Perché il punto non è cancellare ogni segno che compare sulla pelle, ma imparare a leggerlo. Comprendere come cambia il nostro viso ci permette di prendercene cura senza trasformare ogni cambiamento in qualcosa da correggere.
FONTI:
- https://www.sitri.it/document/linvecchiamento-della-pelle-e-dei-capelli/
- https://www.humanitas.it/news/pelle-cause-e-sintomi-dellinvecchiamento-cutaneo/
- https://www.humanitas.it/malattie/fotoinvecchiamento/
- https://www.ide.it/servizi/chirurgia-dermatologica/
- https://www.ide.it/servizi/medicina-chirurgia-estetica/ultherapy-lifting-non-chirurgico/
- https://www.ide.it/servizi/medicina-chirurgia-estetica/biorivitalizzazione-o-biostimolazione/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27329660/
- https://www.ide.it/perdita-collagene-stimolarlo/
